L’improvvisa paura, il dolore al petto, il respiro che si fa corto. Tutto inizia così, con sintomi che l’attore — senza ancora rivelare la propria identità pubblicamente — descrive come improvvisi e devastanti, tanto da costringerlo a un ricovero urgente. Nel suo racconto, diffuso sui social qualche settimana dopo, parla di una corsa contro il tempo, di esami su esami e di una settimana trascorsa tra diversi reparti ospedalieri mentre i medici cercavano di capire cosa gli stesse accadendo. È lui stesso a spiegare di aver vissuto giorni di paura assoluta, raccontando: “Ho trascorso una settimana tra gli ospedali di Londra per consultare specialisti, per identificare la causa e i possibili danni di quanto mi è successo”.
Nei primi accertamenti emerge un quadro inatteso. L’attore, 34 anni, confessa di aver sottovalutato i segnali del corpo fino a quel momento e di non aver immaginato, nemmeno per un istante, che la causa potesse essere collegata a un gesto quotidiano, un’abitudine radicata nella sua routine. Le sue parole arrivano come uno shock: “Ho avuto un ‘avvelenamento da svapo’, ovvero dalla sigaretta elettronica: non ho mai provato una paura o un dolore simili”. Un’ammissione che anticipa la rivelazione più drammatica del suo racconto.

L’attore Fraser Olender colpito da un infarto: “Ho avuto un ‘avvelenamento da svapo“
L’attore in questione è la star di Below Deck Fraser Olender, volto amatissimo della serie, che fino a quel momento aveva scelto di non mettere al centro la sua notorietà, ma soltanto la sua esperienza di malattia. Da quel punto in poi la testimonianza assume un valore ancora più forte, perché arriva da una figura esposta, seguita e ascoltata da milioni di spettatori nel mondo.
Olender entra quindi nei dettagli clinici, spiegando che il contenuto del suo vaporizzatore gli ha provocato “un vasospasmo coronarico”, una chiusura improvvisa delle arterie che portano sangue al cuore. “Lo spasmo ha ridotto il flusso sanguigno al punto da causare un infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), meglio noto come attacco cardiaco, non a causa di un blocco, ma perché il mio cuore non riceveva abbastanza ossigeno durante lo spasmo”, racconta. Una diagnosi che lo ha sconvolto e che lo ha spinto a rendere pubblica la sua esperienza per mettere in guardia tutti coloro che fanno uso abituale di sigarette elettroniche.

Il tono del suo messaggio si fa ancora più crudo quando parla del dolore: “Il dolore che ho sopportato per 24 ore era inspiegabile, 2 dosi di morfina non hanno avuto alcun effetto”, confessa, spiegando che è stato necessario ricorrere al più potente antidolorifico legale disponibile in pronto soccorso. Nonostante questo, il sollievo è stato parziale: “Ha solo portato il mio dolore da 10 a 7”. È una testimonianza durissima, che lascia intuire quanto grave sia stato l’episodio.
Da quel momento la sua vita è cambiata. Olender ha deciso di interrompere immediatamente l’uso delle sigarette elettroniche: “Da quando è successo non ho più toccato uno svapo e non lo farò mai più”, afferma con decisione. Aggiunge che avrebbe potuto morire “per una cosa così stupida”, una frase che da sola racconta tutto il rimpianto e la consapevolezza maturata dopo la paura.


Oggi il suo obiettivo è trasformare quella esperienza in un monito. Per questo ha scelto di condividere il suo percorso, anche i dettagli più intimi e dolorosi, nella speranza che la sua storia spinga altri a riflettere sui rischi dello svapo, spesso percepito come innocuo. E, come ha rivelato, ha già notato benefici significativi, persino sulla pelle, da quando ha smesso.
Un racconto che fa il giro dei social e diventa un caso, non solo per la notorietà di Fraser Olender, ma perché mette a nudo una verità scomoda: anche ciò che appare meno pericoloso può nascondere conseguenze devastanti.