Da giorni non si parla d’altro: una notte di festa che si trasforma in incubo, un locale alla moda, decine di ragazzi che non tornano più a casa. Ma dietro le luci al neon di quel posto diventato una trappola, c’è una coppia che ora tutti vogliono conoscere meglio. E soprattutto c’è lei, Jessica.
Il suo nome è finito ovunque, associato a quella discoteca che nella notte di Capodanno si è trasformata nello scenario di una tragedia immensa. Mentre le famiglie delle vittime piangono e aspettano risposte, la domanda che rimbalza sui social e nei media è una sola: chi è davvero la donna che stava alla guida del Constellation di Crans-Montana?

La coppia del Constellation, i Moretti al centro della tempesta
I titolari del bar-discoteca “Le Constellation” sono Jacques e Jessica Moretti. È il loro locale quello che, nella notte di Capodanno a Crans-Montana, si è trasformato in un inferno di fumo e fiamme, causando la morte di almeno 47 persone. Una strage che ha sconvolto la Svizzera e non solo.
Nella giornata del 2 gennaio, la coppia è stata ascoltata dalle autorità elvetiche nell’ambito delle verifiche aperte dopo l’incendio. È importante sottolinearlo: al momento non risultano indagati. Ma l’attenzione su di loro è altissima, tanto che i profili social del locale sono stati cancellati quasi di colpo, lasciando online solo poche tracce dell’attività passata.
Origini corse e sogno svizzero: chi sono Jacques e Jessica
Dietro quei nomi, però, non ci sono improvvisati della notte, ma due imprenditori ben inseriti nel mondo del turismo. Jacques e Jessica Moretti sono entrambi di origine francese, nati in Corsica. Nel tempo hanno costruito un piccolo “impero” nelle montagne del Canton Vallese.
Oltre al Constellation, oggi distrutto dall’incendio, gestiscono anche altri locali nella zona di Crans-Montana: il ristorante “Le Vieux Chalet” a Lens, specializzato in cucina corsa, e il “Senso”, altro punto di riferimento della vita notturna del posto. Una presenza forte, conosciuta e riconosciuta da chi vive e frequenta la località svizzera.
Jacques è nato a Ghisonaccia, un piccolo centro della Corsica, e si è trasferito nel Canton Vallese all’inizio degli anni Duemila per inseguire il sogno del turismo di montagna. Al suo fianco, da anni, c’è Jessica, che tutti oggi conoscono come Jessica Moretti, ma che all’anagrafe è registrata come Jessica Anne Jeanne Maric, 40 anni.
Jessica, la figlia del vigile del fuoco e la carriera internazionale
Jessica è nata nella Corsica centrale ma è cresciuta a Cannes, sulla Costa Azzurra, una delle vetrine mondiali del jet set. Proprio da lì arriva il dettaglio che in queste ore sta facendo il giro dei siti francesi: il padre, Jean-Paul Maric, sarebbe un vigile del fuoco in servizio a Cannes. Una professione che oggi suona ancora più incredibile, viste le modalità della tragedia di Capodanno.
La sua storia personale racconta di una donna ambiziosa, con un percorso di studi internazionale. Nel suo curriculum compaiono l’Università di Glamorgan in Galles, l’Università Internazionale di Monaco e la Montpellier Business School. Formazione economica, lingue, management: il profilo perfetto per guidare attività turistiche in una località di lusso.
Eppure, molte di queste informazioni non sono più visibili online. Il suo profilo Facebook, che fino a poco tempo fa raccontava viaggi, lavoro e pezzi di vita, oggi appare quasi vuoto, senza foto, senza post pubblici. Come se qualcuno avesse premuto il tasto “reset” nel tentativo di spegnere i riflettori.
La coppia Moretti ha iniziato la propria avventura in Svizzera nel 2011, puntando sul turismo d’alta quota. Quattro anni dopo, nel 2015, arriva il grande passo: rilevano il Constellation e lo ristrutturano in tempi record, appena 100 giorni. Nuovo look, nuova gestione, nuova ambizione.
Di stagione in stagione, l’espansione è rapidissima. Al Constellation si affiancano altri locali, collaborazioni, serate, eventi. I Moretti diventano parte integrante della rete che anima l’offerta turistica e notturna di Crans-Montana. Un’ascesa che sembrava inarrestabile, fino alla notte più buia.
Secondo le prime ricostruzioni, la notte di Capodanno Jessica Moretti si trovava all’interno del locale quando è scoppiato l’incendio. Avrebbe riportato ustioni a un braccio, ma non sarebbe in pericolo di vita. Chi l’ha vista e sentita racconta di una donna ancora sotto choc, travolta da quello che è successo tra quelle mura.
Jacques, invece, non era presente nel momento in cui le fiamme hanno avvolto il Constellation. A parlare per entrambi, nelle ore successive alla tragedia, è stato un loro dipendente, che ha riferito le parole della coppia: si sono detti «estremamente colpiti dall’evento» e hanno aggiunto di aver «perso alcuni membri dello staff» nell’inferno di Capodanno.
Le indagini, intanto, cercano di capire come un locale possa trasformarsi così velocemente in una trappola senza via d’uscita. Tra le prime ipotesi degli inquirenti svizzeri c’è il poliuretano utilizzato per l’isolamento acustico: un materiale molto diffuso, ma altamente infiammabile, che in caso di incendio può diventare micidiale.
A parlare dello stato d’animo di Jessica e Jacques è anche Jean-Thomas Filippini, amico di lunga data della coppia. «Li conosco da 10 anni. L’ho sentita dopo l’incidente, mi ha detto che è una tragedia», racconta ai media francesi. Nelle sue parole c’è la difesa di due persone che, fino a pochi giorni fa, erano solo “la coppia laboriosa della Corsica che ce l’ha fatta in Svizzera».
Filippini ricorda il loro legame profondo con l’isola d’origine e i progetti musicali che stavano portando avanti: «Sono una coppia laboriosa. Tornavano in Corsica ogni volta che potevano». Vita tra due mondi, tra la loro terra e le montagne svizzere, un equilibrio ora spezzato dalla strage.
Oggi Crans-Montana è sconvolta. La località turistica elegante e patinata è diventata il simbolo di una notte da incubo. Le famiglie delle vittime chiedono verità, vogliono capire se tutto questo si poteva evitare, chi doveva controllare, chi avrebbe dovuto intervenire prima.
In mezzo a questo dolore collettivo, il ruolo dei proprietari e le condizioni di sicurezza del locale restano il cuore delle verifiche delle autorità svizzere. Jessica, figlia di un vigile del fuoco e imprenditrice della notte, e Jacques, il corsicano che ha scommesso sulle Alpi, si ritrovano al centro di una vicenda che ha cambiato per sempre le loro vite e quelle di decine di famiglie.
Le indagini andranno avanti a lungo, tra perizie tecniche, testimonianze e carte. Ma intanto, sulla montagna del lusso, resta l’immagine di un’insegna spenta e di tante domande ancora senza risposta.