
Il pomeriggio di questo lunedì 12 gennaio si è trasformato in tragedia a Vespolate, nel novarese, dove un drammatico incidente stradale ha spezzato la vita di un passante in modo atroce. Erano circa le prime ore del pomeriggio quando, lungo corso Mazzini, si è verificato un violento scontro tra due vetture proprio in prossimità di un semaforo. La dinamica, ancora al vaglio delle autorità, ha assunto contorni terribili: nell’impatto, una delle auto coinvolte ha perso stabilità, si è ribaltata e ha finito la sua corsa travolgendo un pedone che si trovava a transitare sul marciapiede o nelle immediate vicinanze.
Per la vittima, un uomo di 59 anni, l’urto e il peso del veicolo sono stati fatali. Nonostante l’arrivo tempestivo dei soccorritori del 118 e i lunghi, disperati tentativi di rianimazione effettuati dal personale sanitario sul posto, per il cinquantanovenne “non c’è stato nulla da fare”. Il decesso è stato dichiarato ufficialmente sul luogo del sinistro, lasciando sotto shock i testimoni che hanno assistito alla scena. A differenza della vittima, i conducenti e i passeggeri delle auto coinvolte sono usciti quasi incolumi dallo schianto. Gli occupanti dei mezzi hanno riportato solo ferite superficiali e sono stati trasferiti per accertamenti all’ospedale Maggiore in codice verde.
Sul luogo della tragedia sono intervenute le forze dell’ordine per i rilievi tecnici necessari a ricostruire la catena di eventi che ha portato al ribaltamento della vettura. La circolazione nell’area di corso Mazzini è rimasta paralizzata per ore, mentre gli inquirenti cercavano di stabilire se il sinistro sia stato causato da una precedenza mancata, dall’alta velocità o da una distrazione fatale in un punto critico della viabilità cittadina.
Un inizio anno drammatico per i pedoni
L’episodio di Vespolate non è purtroppo un caso isolato, ma si inserisce in un quadro nazionale sempre più allarmante. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Sapidata-Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale), il 2026 è iniziato con quella che viene definita una vera e propria “strage di pedoni”. I numeri parlano chiaro: in appena undici giorni si sono registrate 16 vittime, un dato che sale a ben 110 decessi se si considera il periodo iniziato a novembre. Il rapporto evidenzia come i pedoni continuino a essere la categoria più fragile delle nostre strade.
Guardando al passato recente, i dati Istat confermano che nel 2024 le vittime erano state 470, mentre la stima preliminare dell’Asapsper il 2025 si è attestata a 434. Resta altissima la preoccupazione per la sicurezza dei passaggi protetti: ben nove degli investimenti mortali di questo inizio d’anno sono avvenuti proprio sulle strisce pedonali. La tragedia di oggi riaccende prepotentemente il dibattito sulla necessità di interventi strutturali e di una maggiore prudenza nei centri abitati, dove anche un semplice scontro tra lamiere può trasformarsi in un evento letale per chi cammina ai margini della strada.