Crans Montana, nuovo annuncio dall’ospedale: “Ora per tutti i feriti c’è questo grave rischio”

Il dramma di Crans-Montana continua a scuotere l’opinione pubblica non solo per il bilancio pesantissimo – 40 morti e 116 feriti – ma anche per ciò che sta emergendo sul fronte delle indagini e, soprattutto, delle condizioni dei sopravvissuti. Con il passare dei giorni, l’attenzione si è spostata sempre più sul percorso clinico degli ustionati gravi, molti dei quali lottano ancora tra la vita e la morte. I medici chiariscono che le conseguenze dell’incendio non si limitano alle ustioni visibili: il vero pericolo, in numerosi casi, è nascosto nei polmoni. L’inalazione di fumi e gas tossici durante il rogo ha infatti provocato danni profondi alle vie respiratorie, complicazioni infettive e insufficienze che rendono il decorso estremamente complesso e incerto.

Nei giorni scorsi, intervenendo in Lombardia, l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato come, per i feriti del Constellation ricoverati a Milano, il danno polmonare sia più grave delle stesse ustioni. “Tutti questi giovani hanno inalato sostanze altamente tossiche”, ha spiegato Bertolaso. Sostanze “che provocano una serie di complicazioni, in particolare infettive, che possono essere difficili da controllare”.

A confermare la gravità delle lesioni polmonari è anche l’analisi pubblicata dal Blick, che ha interpellato René Fiechter, specialista e direttore di tre centri di pneumologia ad Aathal, Baden ed Einsiedeln. A differenza della pelle, ha chiarito l’esperto, i polmoni non subiscono solo l’aggressione del calore. Le irritazioni tossiche causate dall’inalazione di sostanze come monossido di carbonio o cianuro possono ridurre l’ossigenazione dell’organismo e favorire infezioni capaci di sfociare in un’insufficienza multiorganica. A questo si aggiunge il rischio di sindrome da insufficienza respiratoria acuta, cioè di un vero e proprio collasso della funzione polmonare.

In ambito medico, le lesioni delle vie respiratorie e dei polmoni vengono definite traumi da inalazione. Secondo Fiechter, questo tipo di danno provoca spesso un’ostruzione delle sottili ramificazioni polmonari, fondamentali per convogliare l’aria. Le loro dimensioni ridotte e la struttura fragile le rendono particolarmente vulnerabili. Le complicanze possibili sono numerose: tra queste lo pneumologo cita il broncospasmo, una contrazione improvvisa dei bronchi che blocca temporaneamente il passaggio dell’aria, restringe le vie respiratorie e porta a carenza di ossigeno e accumulo di anidride carbonica nel sangue. In sintesi, i feriti sono esposti a rischi di ostruzione delle vie aeree, lesioni cellulari tossiche, indebolimento delle difese immunitarie e ipossia.

Il problema principale, prosegue lo specialista, è che i polmoni non riescono più a eliminare in modo efficace corpi estranei e batteri. Il trauma da inalazione favorisce l’accumulo di queste sostanze. “Questo aumenta il rischio di sovrainfezione batterica e può portare alla sepsi”, ha spiegato Fiechter.

Da qui la domanda inevitabile, sollevata sempre dal Blick: i polmoni delle vittime possono guarire completamente? “La rigenerazione polmonare è possibile, soprattutto quando le lesioni sono meno gravi. Tuttavia, in caso di danni estesi, il recupero può essere incompleto e comportare limitazioni permanenti”, ha precisato l’esperto. In genere la guarigione richiede diverse settimane e, nei casi più seri, un recupero totale resta un’eventualità rara.
Intanto decine di vittime dell’incendio sono ancora ricoverate in Svizzera e all’estero.

Contattato dal Blick, l’Ospedale universitario di Zurigo ha aggiornato la situazione dei sei feriti gravi ancora nei suoi reparti. “Oltre alle ustioni estese, tutti i pazienti hanno subito un trauma da inalazione”, ha confermato Marcel Schlatter, responsabile della comunicazione dell’ospedale. “I gas, i vapori incandescenti e le fiamme hanno provocato ustioni non solo sulla superficie del corpo, ma anche all’interno. Le lesioni si estendono dalla gola ai polmoni”. A più di due settimane dalla tragedia, molte persone coinvolte devono ancora essere mantenute in vita con la respirazione artificiale.

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