Certe facce ti restano addosso per sempre. Le vedevi da bambina in tv, mentre facevi merenda davanti ai canali satellitari, e ti sembrava quasi di conoscerle. Poi cresci, la vita va avanti, e un giorno un nome riappare sullo schermo del telefono. Ma non per un nuovo ruolo, non per un ritorno di fiamma sul piccolo schermo.
Questa volta quel nome arriva legato a una notizia che lascia senza fiato, che mescola nostalgia e choc. Perché dietro quel volto che sorrideva nelle sit-com per ragazzi, dietro quella ragazzina piena di talento che faceva ridere e sognare un’intera generazione, c’è oggi una storia che nessuno avrebbe mai voluto raccontare.
Kianna Underwood, il volto Nickelodeon che ci ha cresciuti
Il sipario si è chiuso tragicamente su Kianna Underwood, l’ex bambina prodigio di Nickelodeon che molti ricordano nella serie cult All That dei primi anni Duemila. Oggi aveva solo 33 anni, ma per tanti resta “la bimba della tv”, quella che compariva nei pomeriggi spensierati davanti ai canali per ragazzi.
A confermare la sua morte è stata la famiglia, con un annuncio sui social che in poche ore ha fatto il giro del web e delle community di fan. Nessun comunicato freddo, ma parole spezzate dal dolore per raccontare l’addio a una figlia, un’artista, una giovane donna la cui vita è stata portata via in modo improvviso e brutale.

Brooklyn, l’alba dell’orrore: cosa è successo a Kianna
È la mattina di venerdì 16 gennaio, sono da poco passate le 6:50, a Brooklyn. Una delle tante giornate qualunque della città che non dorme mai. All’incrocio tra Pitkin Avenue e Mother Gaston Boulevard, Kianna sta attraversando la strada. Un momento normale, un gesto quotidiano, un attimo che in una frazione di secondo diventa tragedia.
Un’auto grigia che procede verso ovest la investe in pieno. L’impatto è violentissimo. Il veicolo non si ferma, non rallenta, non accenna ad accostare. Secondo le prime ricostruzioni, il corpo della giovane attrice viene trascinato per quasi due isolati, mentre il pirata della strada si dilegua nel traffico di New York.
Quando arriva la chiamata al 911, per Kianna è già troppo tardi. Gli agenti e i soccorritori si trovano davanti a una scena definita dalla stessa Polizia di New York “terribile”. La 33enne riporta traumi devastanti alla testa e al torace. I medici non possono fare altro che constatarne il decesso sul posto.

New York, la caccia al pirata della strada che ha spezzato un simbolo
Da quel momento inizia la corsa contro il tempo per dare un nome e un volto a chi ha travolto e abbandonato Kianna sull’asfalto. Le indagini vengono affidate alla Highway District Collision Investigation Squad, la squadra specializzata negli incidenti più gravi.
Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza installate nella zona, frame per frame, alla ricerca di un dettaglio sull’auto grigia in fuga. Un modello, una targa, un graffio sulla carrozzeria, qualsiasi indizio utile a ricostruire quella manciata di secondi fatali.
Al momento, però, non risultano arresti. E questo rende ancora più forte la rabbia di chi amava Kianna. Una città come New York, abituata purtroppo a fare i conti con incidenti drammatici, questa volta si ritrova a piangere anche il volto di una generazione cresciuta con i canali per ragazzi.
Da “All That” a Broadway: il talento che non si è mai fermato
Per chi seguiva Nickelodeon nei primi anni Duemila, il nome di Kianna Underwood non è uno qualunque. Era uno dei volti di punta della decima stagione di All That, lo show comico che ha lanciato talenti come Amanda Bynes e fatto da trampolino a tanti giovani attori destinati a Hollywood.
Ma la carriera di Kianna non si è fermata lì. La sua voce ha accompagnato l’infanzia di molti bambini anche nei cartoni animati: è stata doppiatrice nella serie animata Little Bill, dando vita a personaggi che ancora oggi compaiono nei video nostalgici condivisi sui social.
Sul palco, poi, Kianna aveva trovato un’altra casa. Ha calcato i teatri più importanti degli Stati Uniti nel tour nazionale del musical Hairspray, uno degli spettacoli più amati di Broadway. Energia, presenza scenica, sorriso aperto: così la ricordano colleghi e addetti ai lavori.
E c’è stato anche il grande schermo. Kianna aveva recitato in film come The 24 Hour Woman, lasciando un segno in chi l’aveva vista all’opera. Una di quelle carriere che forse non aveva ancora espresso tutto il suo potenziale, ma che raccontava una cosa chiara: il talento c’era, eccome.
Il lutto dei fan e il ricordo di una generazione
Sui social, nelle ore successive alla notizia, i messaggi in suo ricordo si moltiplicano. In molti scrivono di averla “ritrovata” da adulti, riguardando vecchi sketch e clip su YouTube, e di aver rivissuto quegli anni spensierati. Ora quelle immagini assumono un sapore diverso, più amaro, ma anche più prezioso.
“Faceva parte della nostra infanzia, come se fosse una di famiglia”, si legge in uno dei tanti commenti. Perché quando cresci con un volto che entra in casa tua ogni giorno, attraverso la tv, ti sembra di conoscerlo davvero. E la sua perdita diventa quasi personale.
Intanto la famiglia chiede rispetto e privacy, ma allo stesso tempo spera in una cosa sola: che venga fatta giustizia. Che chi ha travolto Kianna e l’ha lasciata sull’asfalto venga trovato e chiamato a rispondere delle proprie azioni. Finché questo non accadrà, il dolore resterà sospeso, come una scena che non riesce a chiudersi.