C’è un momento, negli aeroporti, in cui tutto sembra routine: luci, radio, piste bagnate e un rombo che cresce. Poi, all’improvviso, qualcosa cambia e il tempo si spezza. Nella sera gelida del Maine, tra neve e pioggia ghiacciata, l’ansia corre più veloce di qualsiasi aereo. Il velivolo coinvolto, secondo quanto comunicato, è un Bombardier Challenger 600. A bordo c’erano otto passeggeri.
Le autorità aeronautiche, però, hanno chiarito subito un punto che alimenta lo sgomento: al momento non ci sono informazioni ufficiali sulle condizioni delle persone coinvolte. A riferire l’accaduto è stata la Federal Aviation Administration (FAA), che segue da vicino gli sviluppi insieme al National Transportation Safety Board (NTSB).

Schianto aereo: le possibili cause del disastro
Sono loro a dover ricostruire, minuto per minuto, cosa sia accaduto in pista e nelle fasi immediatamente precedenti allo schianto. In casi simili l’attenzione si concentra su più fattori: condizioni meteo, eventuali problemi tecnici, comunicazioni radio con la torre di controllo e la dinamica dell’accelerazione in pista. Per ora, però, non emergono elementi conclusivi e ogni ipotesi resta sullo sfondo.

Una cornice resa ancora più difficile dalla tempesta invernale che nelle ultime ore ha investito ampie zone del Paese, complicando la gestione dell’emergenza e le operazioni aeroportuali. È successo nello scalo di Bangor, negli Stati Uniti, dove un jet privato ha avuto un incidente durante la fase più delicata, quella del decollo. Erano le 19.45 locali di domenica quando è scattato l’allarme e l’aeroporto si è fermato.

A riportare il quadro generale del caos nei cieli è anche FlightAware, portale di monitoraggio del traffico aereo. L’incidente di Bangor arriva mentre il New England e vaste aree degli Stati Uniti affrontano nevicate intense, nevischio e pioggia gelata, con ripercussioni pesantissime su strade e voli. Anche lo scalo del Maine, colpito da precipitazioni costanti, ha vissuto ore di forte tensione.
Bangor si trova a circa 320 chilometri a nord di Boston e offre collegamenti diretti con diverse città, tra cui Orlando, Washington D.C. e Charlotte. Proprio per questo, nelle giornate di maltempo, ogni criticità rischia di trasformarsi in un effetto domino. Il bilancio della giornata, sul piano nazionale, parla di numeri impressionanti: circa 12mila voli cancellati e quasi 20mila ritardati, secondo i dati di monitoraggio. Le ripercussioni hanno coinvolto scali in Pennsylvania, area di Washington, Baltimora, Carolina del Nord, oltre a New York e New Jersey.
In parallelo, il maltempo ha causato anche interruzioni di energia elettrica per centinaia di migliaia di abitazioni nel sud-est del Paese. Un contesto che aumenta la pressione su soccorsi e infrastrutture, proprio mentre a Bangor si cerca di capire cosa abbia provocato lo schianto e quali conseguenze abbia avuto per gli otto passeggeri.
Ora l’attenzione resta tutta lì, su quella pista battuta dalla neve: tra ricostruzioni tecniche e verifiche degli investigatori, la domanda è una sola. E finché non arriveranno aggiornamenti ufficiali, quella risposta continuerà a mancare.