
La storia della “famiglia del bosco” si riaccende: i parenti di Catherine Birmingham, mamma dei tre bambini, hanno deciso di intervenire e di mandare in Abruzzo una delle sorelle, psicologa e docente universitaria con una lunga esperienza. La donna sarebbe attesa a breve per stare accanto a Catherine e al compagno Nathan Trevallion, coppia anglo-australiana, e per sostenere la loro linea nelle prossime tappe davanti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Il provvedimento dei giudici, eseguito a novembre, ha disposto l’allontanamento dei figli dal casolare isolato nei boschi di Palmoli (Chieti) e la sospensione della responsabilità genitoriale. La coppia viveva lontano dai centri abitati, senza allacci a elettricità, acqua e gas, scelta che ha acceso un dibattito nazionale. La vicenda era finita all’attenzione della Procura anche dopo un ricovero per intossicazione da funghi e una successiva segnalazione dei carabinieri.
La perizia e il fronte familiare dall’Australia
Sul piano giudiziario, la partita passa dalla perizia psico-diagnostica affidata alla psichiatra Simona Ceccoli, consulente tecnica d’ufficio. L’accertamento, disposto a fine dicembre, è partito con ritardo per la ricerca di un traduttore dall’inglese all’italiano. Il primo colloquio conoscitivo con la coppia si è svolto a L’Aquila il 30 gennaio 2026, con interpreti e avvocati presenti, per valutare idoneità genitoriale e contesto di vita in modo approfondito.
Catherine e Nathan, intanto, devono presentarsi una volta a settimana dal perito indicato dal Tribunale. Al percorso partecipa anche Tonino Cantelmi come consulente di parte. Secondo le ricostruzioni, la perizia prevede più incontri: dopo quello con i genitori, dovrebbero essercene altri e un passaggio dedicato ai minori. Dopo il primo colloquio sarebbe già stata depositata una prima relazione tecnica, mentre le famiglie attendono sviluppi e chiedono tempi più rapidi.
I bambini, secondo gli ultimi aggiornamenti, sono stati collocati in una struttura educativa nell’area di Vasto. La sorella di Catherine vuole far sentire la propria voce sulle scelte educative dei nipoti e raccontare la loro condizione prima dell’allontanamento. Non è escluso che la famiglia chieda di far rientrare i piccoli, per un periodo, in Australia dai nonni, come soluzione temporanea in attesa degli esiti della perizia e dei prossimi passaggi in Tribunale.