La musica americana perde uno dei suoi protagonisti più silenziosi ma fondamentali, una voce capace di attraversare decenni e generi lasciando un’impronta riconoscibile senza mai sovrastare il collettivo. La notizia della scomparsa è arrivata in punta di piedi, come spesso accade per quegli artisti che hanno fatto la storia restando lontani dai clamori, ma il vuoto lasciato è profondo per chi ha vissuto e amato una stagione irripetibile della musica pop e soul.
La morte è avvenuta martedì nella sua casa di Las Vegas, circondato dai familiari. A confermarlo è stato il suo rappresentante Jeremy Westby in una dichiarazione ottenuta dalla CBS News. Le cause sono naturali, conseguenza di un ictus. Aveva 90 anni. Solo dopo le prime ore di riservatezza, il mondo della musica ha iniziato a ricostruire il percorso di un artista che ha segnato un’epoca.

Musica in lutto, morto il fondatore dei The 5th Dimension
LaMonte McLemore era membro fondatore dei leggendari The 5th Dimension, gruppo vocale che tra anni Sessanta e Settanta ha saputo fondere pop, soul e suggestioni psichedeliche in una formula allora rivoluzionaria. Il loro successo fu immediato e trasversale, capace di conquistare pubblici diversi e di tradursi in sei Grammy Awards, tra cui due riconoscimenti come disco dell’anno.

Tra i brani simbolo restano “Up, Up and Away” del 1967 e “Aquarius/Let the Sunshine In” del 1969. Il primo raggiunse la top 10 pop, mentre il secondo, un mashup tratto dal musical “Hair”, rimase al numero uno per sei settimane consecutive, diventando uno dei manifesti sonori di un’intera generazione. “Up, Up and Away”, scritto da Jimmy Webb, arrivò al numero 7 della Billboard Hot 100 e conquistò quattro Grammy: disco dell’anno, miglior singolo contemporaneo, migliore performance di un gruppo vocale e migliore performance di un gruppo contemporaneo. Nel 1968 il gruppo consolidò il successo con due canzoni di Laura Nyro, “Stoned Soul Picnic” e “Sweet Blindness”.
Parallelamente alla musica, McLemore costruì anche una solida carriera come fotografo sportivo e di celebrità. Le sue immagini finirono su riviste come Jet. Nato a St. Louis, aveva prestato servizio nella Marina come fotografo aereo e aveva anche giocato a baseball nel sistema agricolo dei Los Angeles Dodgers. Stabilitosi nella California meridionale, riuscì a unire la sua calda voce di basso alla passione per la macchina fotografica, dando forma a una carriera doppia e fuori dagli schemi. Prima del grande successo cantò in un gruppo jazz, gli Hi-Fi’s, insieme alla futura compagna di avventura Marilyn McCoo, arrivando persino ad aprire un concerto di Ray Charles nel 1963.


La svolta definitiva arrivò con la nascita dei Versatiles, formati insieme a McCoo e agli amici d’infanzia Billy Davis Jr. e Ronald Towson, ai quali si unì Florence LaRue. Dopo il contratto con la Soul City Records di Johnny Rivers, il gruppo cambiò nome in The 5th Dimension, scelta che voleva rappresentare meglio il clima culturale del periodo. Nel 1965 parteciparono all’Harlem Cultural Festival, passato alla storia come il “Black Woodstock”, raccontato anche nel documentario del 2021 “Summer of Soul”. Durante il loro periodo d’oro furono invitati due volte alla Casa Bianca, una decisione che allora suscitò polemiche in un’America attraversata da forti tensioni sociali. Florence LaRue ha ricordato così McLemore: “l’allegria e la risata di McLemore mi hanno spesso dato forza e ristoro nei momenti difficili. Eravamo più come fratello e sorella che come compagni di canto”.
LaMonte McLemore lascia la moglie Mieko, con cui era sposato da 30 anni, la figlia Ciara, il figlio Darin, la sorella Joan e tre nipoti. Con lui se ne va un pezzo di storia della musica americana, fatta di armonie luminose, sperimentazione e di quella leggerezza solo apparente che ha saputo raccontare, meglio di tante parole, lo spirito di un’epoca.