
Oggi a Milano la giornata della protesta contro le Olimpiadi Milano-Cortina è degenerata in scontri tra manifestanti e polizia. Il corteo, partito da piazza Medaglie d’Oro e formato da circa 5mila persone, ha visto confluirsi movimenti antagonisti provenienti da Milano, dalla Lombardia e dal resto del nord Italia.
Fin dalle prime fasi, alcuni manifestanti hanno lanciato fuochi d’artificio contro le camionette della polizia, provocando l’intervento delle forze dell’ordine con idratanti, lacrimogeni e cariche per respingere i gruppi più agitati. Tre uomini e due ragazze sono stati fermati e portati in questura, mentre il corteo ha cercato di mantenere la propria marcia verso il Corvetto.
Tensioni e preparativi tra i manifestanti

In prima fila, alcuni antagonisti hanno indossato caschi e maschere antigas, approfittando del fumo dei fumogeni per cambiare abbigliamento e protezioni. Lo striscione di testa con la scritta “know your enemy” è stato rinforzato con aste di legno, segnalando la determinazione di alcuni gruppi a mantenere la linea frontale durante il corteo.
Il percorso del corteo non ha toccato direttamente siti olimpici o impianti sportivi, limitandosi a passare in via Brembo, poco distante dal Villaggio olimpico, fortemente blindato dal dispositivo di sicurezza. Lungo il tragitto, tra piazza Gabrio Rosa e viale Martini, la tensione è rimasta alta, con momenti di calma alternati a nuovi tentativi di provocazione.
La città blindata
La città è stata blindata, con un massiccio schieramento di circa 3mila agenti impegnati a gestire la viabilità e la sicurezza durante la manifestazione. Le modifiche alla circolazione e le chiusure temporanee hanno interessato diverse zone del centro, mentre il corteo proseguiva verso il Corvetto.
Nonostante il numero contenuto di arresti e fermi, la giornata conferma la forte contrapposizione tra i movimenti antagonisti e le autorità cittadine, in un clima di alta tensione che accompagna l’inizio delle Olimpiadi Milano-Cortina.