Il nuovo aggiornamento dei sondaggi politici fotografa un quadro in movimento, fatto di piccoli scarti percentuali ma anche di segnali che, letti nel loro insieme, raccontano un clima tutt’altro che statico. Le ultime rilevazioni mettono in evidenza un elettorato prudente, con molti partiti che faticano a consolidare consenso e un sistema politico che sembra attraversare una fase di assestamento dopo settimane segnate da tensioni interne e cambiamenti di scenario.
L’indagine condotta dall’Agenzia Dire-Tecné restituisce infatti l’immagine di un equilibrio fragile, in cui nessuna forza può dirsi davvero al riparo da oscillazioni. Il centrodestra e il centrosinistra appaiono entrambi alle prese con dinamiche interne complesse, mentre sullo sfondo si affacciano nuove realtà politiche pronte a intercettare fette di consenso ancora incerte.

Sondaggi, la situazione e le intenzioni di voto
Entrando nel dettaglio delle intenzioni di voto, emerge un quadro piuttosto chiaro: la maggior parte delle forze politiche registra una lieve flessione. Nel campo del centrodestra, Forza Italia arretra di due decimi e si colloca al 10,3%, un dato che resta comunque superiore rispetto ad altre rilevazioni che spesso attestano il partito su percentuali più basse. Più marcato il calo della Lega, che perde lo 0,3% e scende al 7,8%, in una fase resa particolarmente delicata dalle recenti tensioni interne e dall’uscita di figure di primo piano.

Proprio da questa frattura nasce Futuro nazionale, la nuova formazione politica fondata dall’ex generale Roberto Vannacci, recentemente fuoriuscito dalla Lega. Il movimento fa il suo ingresso nei sondaggi raccogliendo tra l’1,2% e l’1,5% dei consensi, una percentuale ancora contenuta ma sufficiente a incidere sugli equilibri complessivi e ad alimentare interrogativi sul futuro assetto del centrodestra.

Sul fronte del centrosinistra, il Partito Democratico rimane sostanzialmente fermo al 21,9%, senza variazioni significative. Il Movimento 5 Stelle perde invece due decimi e scende all’11,9%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra arretra al 6,1%. In difficoltà anche le forze minori: Azione è al 3,1%, Italia Viva al 2,1% e +Europa all’1,6%, tutte accomunate da leggere ma costanti perdite di consenso.
Uno sguardo ai leader conferma alcune gerarchie consolidate. Giorgia Meloni resta la figura più apprezzata con il 46,8%, seguita dal vicepremier Antonio Tajani al 39,5%. In recupero Giuseppe Conte, che sale al 31,2%, mentre Elly Schlein scende lievemente al 28,9%. Matteo Salvini si conferma più indietro al 27,0%, con distacchi che riflettono le difficoltà del suo partito. Chiudono la classifica Carlo Calenda, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con percentuali più contenute ma stabili.
Infine, il dato sulla fiducia nel governo mostra un lieve aumento: il 43,4% degli intervistati dichiara di avere fiducia nell’esecutivo, in crescita dello 0,2%. Sale però anche la quota di chi non si fida, al 49,1%, mentre calano gli indecisi. Un segnale che racconta un Paese diviso, ma attento a ogni minimo cambiamento.
Ed è proprio osservando l’insieme di questi numeri che emerge l’elemento più significativo della rilevazione: in un contesto generale di cali e stabilità, Fratelli d’Italia è l’unica forza politica a segnare un passo avanti, superando il 31%, tornando a crescere e confermandosi non solo primo partito, ma anche l’unico in grado di invertire, seppur di poco, la tendenza complessiva dei sondaggi politici. Un colpo da ko per il centro sinistra che sperava nel recupero,