Il tribunale dei minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento di tre bambini da una famiglia angloaustraliana che vive in una casa isolata nei boschi di Chieti. La decisione è stata eseguita da assistenti sociali e forze dell’ordine, suscitando un acceso dibattito e una mobilitazione online a sostegno della famiglia.
I bambini saranno trasferiti in una comunità educativa insieme alla madre per un periodo di osservazione. Il tribunale ha giustificato la scelta come un modo per mantenere la continuità affettiva, monitorando al contempo le dinamiche familiari per valutare le misure di tutela più appropriate.
La storia della famiglia era emersa lo scorso anno, quando i tre piccoli erano stati ricoverati per un’intossicazione da funghi raccolti nei boschi. In quell’occasione, i carabinieri avevano segnalato anche l’isolamento in cui viveva la famiglia, portando alla sospensione della potestà genitoriale senza però allontanare i bambini dalla loro casa.

I genitori hanno sempre difeso la loro scelta di vivere nel bosco, sostenendo che il contatto con la natura e gli animali rappresenti un ambiente sano e protetto per i loro figli. La loro posizione ha generato una petizione online che ha raccolto quasi 31.000 firme, chiedendo che il nucleo familiare possa rimanere unito.
In attesa delle prossime valutazioni del tribunale, l’attenzione rimane alta su questo caso complesso, che intreccia il tema della tutela dei minori con quello della libertà di scelta familiare. La situazione continua a suscitare forti emozioni e dibattiti sulla natura della genitorialità e sull’importanza della comunità.

Le autorità stanno ora valutando attentamente le circostanze, mentre la famiglia spera di poter tornare alla vita di sempre. La mobilitazione a sostegno della famiglia testimonia il crescente interesse e la preoccupazione della comunità riguardo a questo delicato caso.