
La situazione politica a Washington si fa sempre più instabile, con una nuova ondata di scandali sessuali che investe il Congresso e mette in difficoltà gli equilibri già precari alla Camera. In un clima segnato da tensioni sui poteri di guerra e dallo stallo sui finanziamenti per la sicurezza interna, due deputati hanno annunciato le dimissioni, aprendo una fase di forte incertezza.
Il primo a fare un passo indietro è stato Eric Swalwell, esponente democratico di 45 anni, accusato da almeno quattro donne di stupro e molestie. Il parlamentare ha comunicato la decisione di lasciare l’incarico tramite un post, ribadendo però la propria innocenza. A distanza di poche ore è arrivato anche l’annuncio di Tony Gonzales, repubblicano del Texas, travolto da polemiche dopo aver ammesso una relazione con un’ex collaboratrice, successivamente morta suicida.
Equilibri appesi a pochi voti
Le dimissioni non sono ancora state formalizzate, ma il loro effetto politico è già evidente. La maggioranza repubblicana alla Camera resta infatti estremamente fragile, con un margine ridotto di 219 seggi contro 214. Fino all’uscita ufficiale dei due deputati, i numeri non cambiano, ma il rischio di perdere il controllo dell’aula è concreto.
Nei prossimi giorni sono previste votazioni cruciali, tra cui quelle sui fondi per la sicurezza interna e sui poteri militari del presidente Donald Trump. In questo contesto, anche una sola defezione potrebbe risultare decisiva, alimentando ulteriormente la tensione tra le diverse anime del Congresso.
Nuovi casi sotto inchiesta
La crisi potrebbe però allargarsi. Sotto osservazione ci sono altri due deputati della Florida. La democratica Sheila Cherfilus-McCormick è accusata di aver utilizzato circa cinque milioni di dollari destinati alle emergenze per fini personali. La parlamentare respinge le accuse, ma la commissione etica ha già confermato diversi elementi a suo carico. Un’udienza è prevista per il 21 aprile.
Parallelamente, anche il repubblicano Cory Mills è finito sotto indagine. Le verifiche riguardano presunte violazioni nelle regole di finanziamento elettorale, l’uso improprio di risorse pubbliche e accuse di comportamenti violenti avanzate da due ex compagne.
Un quadro complesso che rischia di trasformarsi in una vera e propria crisi istituzionale, mentre la tenuta della maggioranza appare sempre più incerta.