Il caso che ruota attorno a Matteo Piantedosi e alla presunta amante Claudia Conte continua ad allargarsi, alimentando polemiche e interrogativi che, giorno dopo giorno, conquistano spazio nel dibattito pubblico. Una vicenda che intreccia politica, relazioni personali e dinamiche mediatiche, con nuovi dettagli che emergono proprio quando sembrava difficile aggiungere ulteriori tasselli.
A riaccendere i riflettori è stato il sito Dagospia, che ha pubblicato il contenuto di una telefonata tra la redazione di Fanpage e un interlocutore direttamente coinvolto nella ricostruzione dei fatti. Un passaggio che ha attirato l’attenzione per i toni e per alcune frasi pronunciate nel corso dello scambio.

Caso Conte-Piantedosi, spunta il cugino famoso
Nel corso della conversazione, i giornalisti introducono il tema spiegando che stanno lavorando sulla storia di Claudia Conte e che, secondo una fonte, la giovane sarebbe “sua cugina”. Una ricostruzione che trova una risposta prudente: l’interlocutore chiarisce infatti che “questa è una cosa che si dice”, ma ammette di non avere “una conferma, diciamo, dal punto di vista legale che sia mia cugina”.

L’interlocutore in questione è Andrea Iervolino, figura nota nel mondo dell’imprenditoria e della produzione cinematografica, che nel corso della telefonata prova a spiegare meglio il contesto. Racconta di conoscere Claudia Conte da tempo e sottolinea come entrambi provengano dalla stessa zona, aggiungendo che “so che è del paese dove io sono nato”, anche se ribadisce più volte di non poter certificare un legame di parentela ufficiale.
Nel proseguire del dialogo, Iervolino entra nel dettaglio di quella che definisce una consuetudine tipica dei piccoli centri. Spiega infatti che “noi da quando ci conosciamo ci chiamiamo cugino, cugino”, precisando però che si tratta di “un modo di paese di esprimersi”, simile a quando si usa il termine “fratello” senza che vi sia un reale rapporto di sangue. Una distinzione che, nelle sue parole, appare fondamentale per evitare fraintendimenti.

Quando gli viene chiesto se il rapporto sia di lunga data, la risposta lascia intendere una familiarità diffusa: “Ma chi è che non conosce Claudia?”, afferma, quasi a sottolineare come la figura della Conte sia ben radicata nel contesto sociale di riferimento. E ancora, con un tono a metà tra ironia e sincerità, aggiunge che “spero che sia mia cugina perché a me sta simpatica lei”, pur ribadendo che, sul piano legale, la questione resta da verificare.
La telefonata pubblicata da Dagospia, dunque, non offre una verità definitiva ma contribuisce ad arricchire il quadro, inserendo elementi che oscillano tra percezione personale e realtà verificabile. Nel frattempo, il caso continua a tenere banco, alimentando un racconto mediatico in cui ogni dettaglio, anche il più sfumato, finisce per diventare parte di una narrazione sempre più complessa.
E Dagospia sintetizza così: “Resta il fatto che l’amante di Piantedosi e il cinematografaro dall’ego espanso avessero un rapporto consolidato: c’entravano le ambizioni attoriali della bella prezzemolona ciociara? Facevano affari insieme? O sono davvero cugini?”