Si è chiusa a Roma il 14 settembre l’edizione di Atreju, la kermesse politica organizzata da Fratelli d’Italia nel cuore della capitale, nei giardini di Castel Sant’Angelo. La manifestazione, come da tradizione, ha ospitato una lunga serie di eventi, dibattiti e confronti che hanno spaziato ben oltre i confini della politica strettamente intesa. Sul palco e tra il pubblico si sono alternati rappresentanti di diversi ambiti della società civile, della cultura e dell’informazione, contribuendo a rafforzare l’immagine di Atreju come luogo di incontro e racconto dell’identità del partito e del suo mondo di riferimento.
La chiusura della manifestazione è stata affidata, come ogni anno, all’intervento di Giorgia Meloni. Per l’occasione, la presidente del Consiglio ha messo momentaneamente da parte il ruolo istituzionale per tornare a vestire quelli più familiari di leader politica. Un discorso molto atteso, anche alla luce della fase delicata che sta attraversando il Paese e delle sfide che attendono il centrodestra nei prossimi mesi, a partire dal confronto sul referendum sulla giustizia. L’attenzione era alta, così come le aspettative della platea presente.
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Meloni è salita sul palco accompagnata dal coro “Giorgia-Giorgia” intonato dalla folla, adottando una prossemica volutamente informale e scanzonata. È stato il momento simbolico della chiusura di Atreju, una manifestazione in cui tutto parla di Fratelli d’Italia pur senza l’uso esplicito del simbolo del partito nella comunicazione ufficiale. Il suo intervento, durato quasi un’ora, è stato accolto da lunghi applausi e ha scandito il ritmo conclusivo di una kermesse definita dalla stessa Meloni come “la più riuscita di sempre”.

Nel corso del discorso, la presidente del Consiglio ha costruito il suo intervento su una sequenza serrata di affondi politici, in particolare contro il centrosinistra e la sua leadership. La parola più ricorrente è stata “sinistra”, ripetuta più volte come elemento centrale del confronto politico. Non sono mancati riferimenti diretti a Elly Schlein, indicata come principale avversaria in una fase che si preannuncia di forte polarizzazione. Il tono, energico e combattivo, ha rafforzato l’identità militante dell’evento e del pubblico presente.

Tra la folla, però, non è passato inosservato un volto che ha attirato l’attenzione di fotografi e telecamere. Andrea Giambruno, ex compagno di Giorgia Meloni, era presente alla giornata conclusiva di Atreju insieme alla figlia Ginevra, tenuta per mano. Una presenza che ha immediatamente catalizzato l’interesse mediatico, al punto che in più momenti l’attenzione si è spostata dal palco a lui. L’immagine pubblica del giornalista è apparsa molto distante da quella che lo aveva reso noto nei servizi satirici di Striscia la Notizia.
#Atreju2025, l’arrivo di Andrea Giambruno e della figlia Ginevra.
Mano nella mano a Castel Sant’Angelo nella giornata conclusiva della festa, in attesa del discorso di Giorgia Meloni.#Politica #LaPresse pic.twitter.com/ySnsGQfMQM— LaPresse (@LaPresse_news) December 14, 2025
Incanzato dai cronisti sulla sua situazione professionale, Giambruno non si è sottratto alle domande. “Giambruno quand’è che torna in tv?”, gli è stato chiesto. “Veramente già ci sono tornato, è che non mi vedi”, ha risposto. E alla domanda sul lavoro dietro le quinte ha replicato: “Ma io non lavoro dietro le quinte”. Dopo l’uscita di scena del 2023, in seguito ai fuorionda sessisti, il suo rientro a Mediaset era stato anticipato da Pier Silvio Berlusconi, che lo aveva definito “un bravo giornalista”.
Dopo il terremoto mediatico che travolse la sua carriera e la separazione da Giorgia Meloni, con cui aveva avuto la figlia Ginevra nel 2016, Giambruno sembra oggi aver ritrovato un nuovo equilibrio. I rapporti con la premier restano sereni, nel segno della genitorialità condivisa, ma senza prospettive di ritorno di coppia. Secondo le ricostruzioni più recenti, il giornalista avrebbe ricostruito la sua vita privata accanto alla vicecoordinatrice della Lega per Roma e provincia, mentre sul fronte professionale continua a inseguire il ritorno definitivo davanti alle telecamere.