È uno di quei momenti che fanno gelare il sangue, soprattutto se in casa c’è un neonato. Una notifica, un passaparola tra mamme, un nome di prodotto che sembra “di tutti i giorni” e improvvisamente cambia sapore: quello della paura. E quando al centro c’è l’alimentazione dei più piccoli, anche un dubbio diventa enorme.
Nelle ultime ore l’attenzione si è alzata di colpo per un richiamo pubblicato sul portale ufficiale del Ministero della Salute. Il motivo è serio e riguarda un rischio che, in casi specifici, può colpire proprio chi è più fragile: i bambini molto piccoli.


Il provvedimento riguarda un lotto di latte in polvere per l’infanzia: il prodotto segnalato è Nidina Optipro di Nestlé. L’allerta parla di un possibile rischio microbiologico legato alla presenza di cereulide, una tossina considerata particolarmente insidiosa perché può provocare episodi importanti di nausea e vomito.
Il punto che inquieta di più molti genitori è un dettaglio non da poco: questa tossina, secondo quanto riportato nell’avviso, non verrebbe neutralizzata nemmeno dalle alte temperature raggiunte normalmente durante la preparazione del latte. Ed è proprio qui che scatta l’ansia: “Se lo preparo come sempre, basta?”. In questo caso, no: l’indicazione è di non usarlo.
Il latte in polvere segnalato è prodotto da Nestlé Netherland nello stabilimento di Nunspeet, nei Paesi Bassi, e commercializzato in Italia da Nestlé Italiana SpA. Parliamo di un prodotto pensato per l’infanzia, quindi presente in tantissime case, spesso acquistato con fiducia e abitudine.
Ed è proprio l’abitudine che rende questi richiami ancora più delicati: quando un alimento entra nella routine quotidiana, si tende a non controllare ogni volta etichette e codici. Ma in queste ore vale la pena fermarsi un minuto, prendere il barattolo e verificare.
Le autorità hanno indicato in modo preciso quali confezioni riconoscere. Il lotto interessato è 53410346AG, in barattoli da 800 grammi, con termine minimo di conservazione fissato al 31 dicembre 2026.
Il messaggio del Ministero della Salute è netto e non lascia spazio a interpretazioni: “Non consumatelo”. Se quel codice corrisponde, l’invito è a non utilizzare il prodotto e a riportare il barattolo nel punto vendita dove è stato acquistato.
I rivenditori sono stati allertati per gestire il rientro delle confezioni. In queste situazioni, viene generalmente previsto il rimborso della spesa secondo le procedure indicate dalle normative sulla sicurezza dei consumatori.
Nestlé, si legge nell’avviso, sta collaborando con le autorità per monitorare la situazione e fare in modo che nessuna confezione del lotto interessato resti in circolazione. Nel frattempo, per le famiglie la parola d’ordine è una sola: controllo immediato del codice e, in caso di corrispondenza, stop totale all’uso.