
Un dramma scuote Nizza Monferrato, in provincia di Asti, dove la morte di una ragazza di soli 17 anni ha sconvolto la comunità locale. Il corpo senza vita è stato rinvenuto nel rio Nizza e le indagini hanno rapidamente preso una piega inquietante: un giovane amico della vittima ha ammesso di aver commesso l’omicidio, confermando così i sospetti finora emersi.
La città è avvolta da un clima di dolore e tensione, aggravato da un tentativo di depistaggio che ha rischiato di scatenare episodi di violenza. Ora l’inchiesta entra in una fase cruciale, con la comunità che piange una giovane vita spezzata nel fiore degli anni.
La svolta è giunta nella tarda mattinata con il fermo di Alex Giuseppe Manna, ventenne amico e ex fidanzato della ragazza. Dopo ore di interrogatorio presso la caserma dei carabinieri, Manna ha cambiato versione, ammettendo l’aggressione mortale nei confronti della giovane. Le sue dichiarazioni hanno aggravato la sua posizione, portando al provvedimento di fermo disposto dall’Autorità giudiziaria.
Inizialmente, il giovane aveva cercato di sviare le indagini accusando un altro ragazzo, un giovane extracomunitario residente in zona, ma le indagini hanno escluso il suo coinvolgimento, evidenziando così il tentativo di depistaggio che ha generato forte tensione in città.
Zoe Trinchero lavorava come cameriera al bar della stazione e aveva appena ricevuto la prospettiva di un contratto stabile, un traguardo che sperava di festeggiare con gli amici. Dopo il turno, intorno alle 21, si è unita al gruppo in una birreria locale, trascorrendo la serata in apparente tranquillità.
Verso la fine della serata è arrivato anche Manna, noto nel gruppo. I due si sono allontanati per parlare e sono stati visti avvicinarsi a un cortile privato lungo il corso d’acqua. Secondo la ricostruzione degli investigatori, lì è avvenuta l’aggressione: il ventenne avrebbe colpito Zoe al volto e l’avrebbe poi strangolata, abbandonando infine il corpo nel rio.
Il corpo della ragazza è stato scoperto poco prima di mezzanotte da un residente che ha notato una sagoma immobile nell’acqua. Nel frattempo, gli amici di Zoe avevano già segnalato la sua scomparsa, accendendo l’allarme.
Nonostante il tempestivo intervento del 118 e i tentativi di rianimazione, nulla è servito a salvare la giovane. Il medico legale ha riscontrato evidenti segni di strangolamento, confermando la morte violenta e indirizzando l’inchiesta verso l’omicidio.
Il tentativo di indicare un colpevole estraneo alla vicenda ha scatenato una reazione furiosa da parte di alcuni residenti, culminata in una manifestazione sotto l’abitazione del giovane accusato ingiustamente. Solo l’intervento tempestivo dei carabinieri ha evitato un possibile linciaggio.
Le verifiche hanno escluso qualsiasi coinvolgimento del ragazzo indicato, riportando l’attenzione su Manna, l’ultima persona vista con Zoe prima della tragedia, un dettaglio che ora assume un peso ancora più pesante.
Il ventenne è ora in detenzione cautelare nel carcere di Alessandria, mentre la Procura ha disposto l’esame autoptico sulla salma di Zoe per chiarire con precisione le cause della morte e confermare i primi riscontri.
Nizza Monferrato resta sconvolta e in attesa di risposte, mentre il nome di Zoe si aggiunge alla dolorosa lista di giovani vittime di violenza, lasciando dietro di sé un vuoto e molte domande ancora senza risposta.