Tamponamento mortale in Italia, è tragedia. Non si può morire così, terribile

La Toscana si risveglia sotto il segno di una triplice tragedia che scuote profondamente la cronaca e la cultura nazionale in questo 30 marzo 2026. A Lammari, nel comune di Capannori, un drammatico incidente stradale ha spezzato la vita di un uomo di 63 anni. Erano le 8:41 quando un pullman ha tamponato violentemente l’auto della vittima lungo viale Europa. La dinamica, ancora al vaglio della Polizia Municipale, suggerisce un’ipotesi straziante: il conducente potrebbe aver accusato un malore improvviso, tentando un accosto disperato prima di essere travolto. Nonostante l’arrivo dell’elisoccorso Pegaso 1 da Firenze e i tentativi di rianimazione, per il sessantatreenne, trovato in arresto cardiaco, non c’è stato nulla da fare. Una donna è rimasta ferita nello scontro, trasportata in codice rosso all’ospedale di Lucca, mentre i mezzi «distrutti dopo l’incidente mortale» testimoniano la violenza dell’impatto.

Negligenza in corsia e l’addio al “visionario” Riondino

Spostandoci a Pisa, una sentenza della Corte d’Appello mette fine a un lungo calvario giudiziario legato alla morte di una psichiatra brasiliana di 33 anni, precipitata dal terzo piano dell’ospedale Cisanello nel 2015. I giudici hanno confermato la condanna dell’Azienda ospedaliero-universitaria a risarcire i familiari con oltre 700mila euro. La donna, vittima di un precedente incidente in Harley Davidson, era in preda a un delirio non gestito correttamente: «il suo non fu il gesto deliberato di una persona che soffre, ma un atto commesso in preda al delirio», scrivono i magistrati, sottolineando come la paziente dovesse trovarsi in psichiatria e non in neurochirurgia. La mancanza di contenzioni efficaci e di una sorveglianza adeguata ha permesso che la professionista aprisse la finestra, convinta nella sua confusione di poter uscire, finendo nel vuoto.

Il panorama culturale italiano piange invece la scomparsa di David Riondino, il “capo visionario” dei collettivi fiorentini, spentosi a 73 anni. Cantautore, attore e regista, Riondino aveva saputo coniugare l’ironia dei personaggi stralunati come João Mesquinho al rigore della letteratura orale. Da bibliotecario della Nazionale di Firenze a protagonista del tour storico con Fabrizio De André, la sua carriera è stata una «girandola di immagini». L’amica Chiara Rapaccini lo ha ricordato con dolore: «Ehi David, ma che facciamo senza te?». Mentre Firenze e l’Italia intera rendono omaggio all’uomo che riportò l’Ottava Rima nelle piazze, i funerali sono stati fissati per martedì alle 11 presso la Chiesa degli Artisti a Roma, per l’ultimo saluto a un intellettuale che ha saputo declinare la cultura con una rara e preziosa libertà civile.

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